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Modelli Organizzativi



D.Lgs 231/2001

L’Organismo di Vigilanza è così composto:
Dott. Luigi Corbella
Dott. Marino Pron

All’Organismo di Vigilanza è affidato il compito di vigilare:
a) sull’osservanza del Modello da parte dei dipendenti, volontari, consulenti e partner;
b) sull’effettività ed adeguatezza del Modello in relazione alla struttura aziendale ed alla effettiva capacità di prevenire la commissione dei reati di cui al D. Lgs. 231/2001;
c) sull’aggiornamento del Modello, laddove si riscontrino esigenze di adeguamento dello stesso in relazione a mutate condizioni aziendali.
A tal fine, all’Organismo di Vigilanza sono altresì affidati i compiti di:
d) attuare le procedure di controllo previste dal Modello. A questo fine l’Organismo di Vigilanza ha il potere di richiedere l’emanazione di apposite procedure secondo le disposizioni attualmente in vigore. Si osserva, tuttavia, che le attività di controllo sono demandate alla responsabilità primaria del management operativo e sono considerate parte integrante di ogni processo aziendale, da cui l’importanza di un processo formativo del personale;
e) condurre ricognizioni dell’attività aziendale ai fini dell’aggiornamento della mappatura delle attività sensibili;
f) effettuare periodicamente verifiche mirate su determinate operazioni o atti specifici posti in essere, soprattutto, nell’ambito delle attività sensibili i cui risultati vengono riassunti nel corso delle comunicazioni di reporting agli organi societari;
g) coordinarsi con il Direttore Amministrativo (o chi per lui)per i programmi di formazione attinenti al D.Lgs. 231/2001;
h) monitorare le iniziative per la diffusione della conoscenza e della comprensione del Modello e predisposizione della documentazione interna necessaria al fine del funzionamento del Modello, contenente le istruzioni, chiarimenti o aggiornamenti;
i) raccogliere, elaborare e conservare le informazioni rilevanti in ordine al rispetto del Modello, nonché aggiornare la lista di informazioni che devono essere a lui trasmesse o tenute a sua disposizione;
j) coordinarsi con le altre funzioni aziendali per il miglior monitoraggio delle attività in relazione alle procedure stabilite nel Modello. A tal fine, l’Organismo di Vigilanza ha libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante e deve essere costantemente informato dal management: i) sugli aspetti dell’attività aziendale che possono esporre l’Ente al rischio conseguente alla commissione di uno dei reati previsti dal D. Lgs. 231/2001; ii) sui rapporti con consulenti e partner; interpretare la normativa rilevante e verificare l’adeguatezza del sistema di controllo interno in relazione a tali prescrizioni normative;
k) verificare le esigenze di aggiornamento del Modello;
l) riferire periodicamente alConsiglio Provinciale in merito all’attuazione delle politiche aziendali per l’attuazione del Modello;
m) controllare l’effettiva presenza, la regolare tenuta e l’efficacia della documentazione a supporto dell’attività ex D. Lgs. 231/2001

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