La
Casa di Cura "San Francesco" è presente a Bergamo dal 1956 e seguendo l'evoluzione del sistema sanitario si è proposta di promuovere e salvaguardare i valori etici dell'uomo, offrendo oggi alla popolazione bergamasca un servizio di qualità nelle seguenti specialità :
- Medicina Generale
- Neurologia
- Riabilitazione Specialistica
- Riabilitazione Generale Geriatrica
- Chirurgia Generale
- Ortopedia
La Casa di Cura è accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale e dispone di n. 170 posti letto in regime di ricovero ordinario ed a ciclo diurno.
La Casa di Cura svolge inoltre attività ambulatoriale accreditata e privata.
Le camere di degenza sono singole, a due o tre posti letto; ogni camera è dotata di un proprio servizio igienico, linea telefonica, televisore, sistema di riciclo forzato dell'aria per deumidificarla e rinfrescarla. Sono disponibili anche posti letto per ricoveri privati.
| Direttore Sanitario | Dott. Giancarlo GONELLA |
Le opere dell'Istituto Suore Cappuccine di "Madre Rubatto"
Casa di Cura "San Francesco"
Via IV Novembre, 7 - BERGAMO
Casa di Riposo "San Francesco" Bergamo
Via G.Negri, 17 - BERGAMO
Asilo Nido "Madre Rubatto"
Via G. Negri, 17 - BERGAMO
Casa di Riposo per Anziane "Madre Rubatto"
Via Dei Gazzi, 4 - LOANO
Casa di Riposo per Anziane "Maria Immacolata"
Via Paisiello, 9 - VARESE
Scuola Materna "Sacro Cuore"
Via Fieschi, 2 - RECCO (GE)
Ambulatorio "Madonnina del Tenbien"
Via Martiri della Libertà, 58 - ALBENGA (SV)
Ambulatorio Istituto Suore "Madre Rubatto"
Via Calusco, 18 - TORINO
La nostra storia
Nel 1885, quando l'
Istituto delle Suore Cappuccine viene fondato a Loano, Madre Francesca Rubatto indirizza l'attività delle sue Suore all'assistenza degli ammalati poveri e all'educazione dei giovani.
Sono quindi inscritte nel nostro carisma fondazionale la cura della persona e la formazione, due radici che oggi nel campo sanitario risultano essere imprescindibili e particolarmente interdipendenti.
Tale carisma, che determina la peculiarità e la caratteristica della nostra opera non poteva essere ignorato all'interno del progetto qualità che ci siamo dati.
Nella inevitabile riflessione a cui le esigenze attuali della società ci ha condotto, per concretizzare questo indispensabile requisito, abbiamo individuato alcuni obiettivi per noi prioritari per i quali abbiamo definito progetti e investito risorse.
Rinnovando la scelta originale della centralità della persona più bisognosa, cara al carisma francescano, e della relazione interpersonale significativa, in grado di rivalorizzare la dignità e l'originalità di ogni individuo, si è trattato per noi di rivolgere particolare attenzione alle fasce deboli della popolazione, coloro che per patologie invalidanti, temporanee o croniche, si trovano ad avere necessità di particolare supporto non solo clinico, ma anche psicologico e umano.
In questo caso si deve quindi parlare di relazione di aiuto, una qualità che si afferma con ancora maggior intensità quando è tesa a considerare l' altro non un'entità definita da una patologia, ma una creatura di Dio affascinante e unica.
Tale visione ha dato nuovo senso alle diverse dimensioni degli apporti di aiuto e all'inter-professionalità del servizio.
A tale scopo sono state ripensate le Unità Operative, le strategie di diagnosi e cura e l'assetto di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.
Affinchè tale assistenza fosse realmente efficace non si poteva non riformulare un nuovo percorso formativo, per le religiose e per il personale, che
- riattualizzasse e rendesse più conformi le conoscenze alle nuove esigenze di assistenza,
- fornisse alle persone impegnate strumenti tecnici attuali per la cura e, nello stesso tempo, critici, adatti quindi ad una continua creatività e progettualità nell'accompagnamento della persona loro affidata.