L’artroplastica totale del ginocchio (PTG) o protesi totale del ginocchio è una chirurgia ortopedica comune che comporta la sostituzione delle superfici articolari (condili femorali e piatto tibiale, occasionalmente della rotula) dell’articolazione del ginocchio con metallo e polietilene altamente reticolato. La PTG mira a migliorare la qualità della vita degli individui con artrosi allo stadio severo eliminando il dolore, migliorando la funzione e di conseguenza la possibilità di attività fisica dei pazienti.
La chirurgia di protesi del ginocchio è stata eseguita per la prima volta nel 1968. Da allora, i miglioramenti nei materiali e nelle tecniche chirurgiche ne hanno notevolmente aumentato l’efficacia. Le protesi totali di ginocchio sono una delle procedure di maggior successo in tutta la medicina. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel solo 2019, in Italia sono state eseguite più di 29.000 interventi protesi al ginocchio .

Quali sono le cause che conducono alla PTG?
La causa più comune è l’artrosi. L’artrosi fa sì che la cartilagine dell’articolazione si danneggi esponendo l’osso subcondrale ad insulti meccanici ripetuti per carico e movimento, generando una risposta infiammatoria come conseguenza.
I fattori di rischio per l’artrosi del ginocchio includono:

  • il sesso (le donne sono più a rischio),
  • la genetica (familiarità)
  • l’aumento dell’indice di massa corporea (obesità),
  • la storia di una lesione al ginocchio
  • le patologie che interessano l’articolazione (es. Artrite Reumatoide, Infezioni, ecc.).

Altre cause sono:

  • Esiti di fratture articolari non recuperabili con funzionalità adeguata
  • Artrite Reumatoide

Il dolore è tipicamente la principale lamentela dei pazienti con artrosi del ginocchio. Serve ricordare che il dolore è soggettivo e coinvolge meccanismi neurali periferici e centrali che sono modulati da fattori neurochimici, ambientali, psicologici e genetici, quindi può manifestarsi in modi molto differenti da persona a persona.

Quando è indicato intervenire?
Quando il dolore al ginocchio o la rigidità sono così gravi che limitano le attività quotidiane, tra cui camminare, salire le scale, ed alzarsi o sedersi sulla sedia. Quando l’infiammazione cronica e gonfiore al ginocchio non migliorano significativamente con il riposo, il ghiaccio, le infiltrazioni o con i farmaci e la fisioterapia.

Dopo l’operazione servirà riabilitazione motoria?
La riabilitazione post chirurgica in genere vedrà i primi giorni direttamente nel reparto di Ortopedia, poi due settimane nel reparto di Riabilitazione Motoria, in casi di particolari necessità questi tempi potranno subire variazioni.
In seconda giornata post operatoria il paziente verrà fatto camminare con l’ausilio di un deambulatore e guidato dal Fisioterapista, gli verranno insegnati alcuni semplici esercizi studiati per favorire la riduzione del dolore, migliorare la circolazione, prevenire il rischio di embolie, recuperare il tono muscolare.
Se tutto andrà bene in 3a giornata il paziente verrà addestrato all’uso dei bastoni canadesi per deambulare e gestirsi autonomamente, ovviamente il tutto sarà adeguato alle capacità del soggetto, alcuni fattori possono variare i tempi standard in riabilitazione:

  • età molto avanzata
  • condizioni pregresse come altre menomazioni o disabilità, patologie croniche

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