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Il nostro reparto di Psicologia Clinica

Etimologicamente la parola “psicoterapia” deriva dal greco e significa “cura dell’anima”. Tale cura avviene utilizzando uno strumento umano: la parola. Tramite la parola noi entriamo in relazione e ci raccontiamo in un clima di fiducia e di riservatezza.
La psicoterapia è pertanto una cura che presuppone sempre la dimensione relazionale, ovvero l’incontro di due persone: il terapeuta e il paziente.
Tale incontro è finalizzato all’ascolto e alla cura della sofferenza psichica, ma anche alla consapevolezza e alla conoscenza del proprio mondo interiore. Non riguarda soltanto, come abitualmente si può pensare, la malattia mentale. La psicoterapia è prima di tutto un’opportunità di crescita: permette la comprensione dei propri vissuti, implica un cambiamento di essi e del modo in cui noi pensiamo a noi stessi.
Chi è lo psicoterapeuta?
Lo/La psicoterapeuta è una persona che
Ha conseguito la Laurea in Medicina o in Psicologia.
Ha superato uno specifico Esame di Stato.
Conseguito una specializzazione post universitaria in Psicoterapia, presso una Scuola di Specializzazione pubblica (universitaria) o privata riconosciuta dal Ministero dell’Università. [ex art. 3 della Legge n° 56 del 18 febbraio 1989 (Ordinamento della professione di psicologo)] Di cosa ci occupiamo?

Terrified female speaker on a stage in front of the audience, EPS 8 vector illustration, no transparencies

 

Disturbi d’ansia:
Condividono caratteristiche di paura e ansia eccessive, con conseguenti disturbi comportamentali. Si ricorda che la paura è una risposta emotiva ad una minaccia imminente (reale o percepita), mentre l’ansia è l’anticipazione di una minaccia. I disturbi d’ansia si differenziano per la tipologia di situazioni che li provocano e per l’ideazione cognitiva associata.
Tra i disturbi elencati dal DSM-5, trattiamo principalmente:
Disturbo d’ansia da separazione: riguarda la separazione da casa o dalle figure di attaccamento. Negli adulti i sintomi devono essere presenti per almeno 6 mesi o più. Non deve essere spiegato da altri disturbi (agorafobia, allucinazioni, ecc..) o dal rifiuto di uscire di casa a causa di un’eccessiva resistenza al cambiamento, come nell’autismo.
Mutismo selettivo: incapacità di parlare in situazioni sociali (per almeno 1 mese, non limitato al primo mese di scuola), nonostante si sia in grado di parlare in altre situazioni.
Agorafobia: paura o ansia relativa ad ameno due di queste situazioni per almeno 6 mesi: utilizzo trasporti pubblici; trovarsi in spazi aperti (mercati, ponti, parcheggi, ecc); trovarsi in spazi chiusi (negozi, cinema, ecc); essere fuori casa da soli.
Fobie specifiche: paura o ansia verso un oggetto o una situazione specifica (altezza, volare, animali, sangue, ecc) per almeno 6 mesi.
Disturbo d’ansia generalizzato: Tra i disturbi d’ansia, senz’altro il più caratteristico. E’ caratterizzato dalla presenza di sintomi ansiosi (sia psichici che somatici) e preoccupazioni che non sono legati ad una causa specifica ma sono relativi a una quantità di eventi “generalizzati” (circostanze quotidiane, salute dei familiari e/o responsabilità lavorative, ecc). Chi soffre di disturbo d’ansia generalizzata tende ad essere costantemente in allerta, a preoccuparsi eccessivamente per qualsiasi cosa, evidenziando nel tempo una riduzione significativa della qualità di vita. Secondo il DSM 5, tra le possibili cause e fattori di rischio per il disturbo d’ansia generalizzata troviamo: Fattori temperamentali, Fattori ambientali, Fattori genetici e fisiologici.
Disturbo di panico: ricorrenti attacchi di panico inaspettati (comparsa improvvisa a partire da uno stato di quiete o da uno stato ansioso). L’attacco di panico è la comparsa di paura e disagio che raggiunge il picco in pochi minuti.
Fobia sociale: paura o ansia marcate relative a una o più situazioni sociali nelle quali la persona è esposta al possibile esame degli altri.

Silhouette depressed man sadly sitting on the bed in the bedroom, depression concept

Disturbi depressivi:
Secondo il DSM-5, la caratteristica comune a questi disturbi è “la presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni somatiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo”.
Le divergenze tra i seguenti disturbi consistono nella durata, nella distribuzione temporale e nella presunta eziologia.
La condizione classica all’interno di questo gruppo di disturbi è il “disturbo depressivo maggiore”.
La depressione maggiore è una condizione non direttamente collegabile a particolari eventi (lutti, perdite, situazioni stressanti);
Tra le altre forme di sofferenza trattiamo:
Disturbo depressivo persistente (“distimia”): è un disturbo caratterizzato da un umore depresso cronico, che si manifesta per la maggioranza dei giorni, per almeno due anni.
Disturbo depressivo dovuto ad un’altra condizione medica (valutare l’associazione tra l’esordio, l’esacerbazione o la remissione della condizione medica generale e quella del disturbo dell’umore). Tra le associazioni troviamo:Ictus, malattia di Huntington, morbo di Parkinson, danno cerebrale da trauma, condizioni neuroendocrine e la sclerosi multipla (l’elenco delle condizioni mediche che possono indurre la depressione non è mai completo).

Fear, phobia shown as scary black monster shadow hanging over frightened man, cartoon vector illustration isolated on white background. Concept of mental disorder, phobia, fear as black monster shadow

Disturbo da stress post-traumatico, detto anche PTSD (Post Traumatic Stress Dirsorder):
E’ un evento che costituisce una minaccia per la vita e che accede le normali risorse della persona, è qualcosa che non può essere gestito; un momento in cui tutto si frammenta in quanto la persona è sopraffatta dallo shock e, allo stesso tempo, dall’impossibilità di fuggire. Bromberg lo definisce come “una repentina interruzione della continuità del sé” (2001, p.11). È quasi sempre legato alle relazioni: non è solo un evento ma una relazione.
In passato era definito anche nevrosi da guerra, in quanto spesso osservato nei soldati che rientravano a casa dopo aver combattuto in battaglia. Nel PTSD, in genere, l’evento particolarmente traumatico viene percepito come un’interruzione del flusso continuo della vita naturale di un soggetto. Trai i sintomi che una persona con PTSD sviluppa troviamo: ansia, depressione, ricordi emotivamente molto intensi, immagini o ricordi intrusivi dell’evento traumatico, come se si stesse rivivendo l’episodio traumatico.
Se trovano sostegno adeguato, la maggior parte delle persone che hanno vissuto eventi traumatici si riprende senza dover ricorrere a particolari terapie. Mentre si stima che il 25-30 % di queste persone riceveranno una diagnosi di PTSD (Herbert, 2012, p. 511). L’EMDR è una tra le tecniche utilizzate dal Servizio di Psicologia per la cura del PTSD.

  • Le visite dei parenti ai pazienti ricoverati saranno ad accesso libero, dalle ore 15 alle ore 17 di tutti i giorni, festivi compresi.

  • Rimane in vigore l’obbligo della presenza in reparto di una sola persona per paziente.

  • Rimane in vigore anche l’obbligo, per il paziente e per il visitatore, di indossare una mascherina FFP2 per tutta la durata della visita.

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