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Aritmie cardiache: cosa sono, come riconoscerle e quando richiedere una visita cardiologica

27 Marzo, 2026

Le aritmie cardiache rappresentano delle alterazioni del normale ritmo cardiaco. Questi disturbi – spesso non immediatamente pericolosi – possono avere origini diverse e manifestarsi con sintomi molto differenti da persona a persona. Come capire, allora, quando è opportuno richiedere una visita specialistica e a quali indicatori è doveroso prestare attenzione?

Per rispondere a questa e altre domande, la Dott.ssa Elena LuccaCardiologa e specialista in Aritmologia presso la Casa di Cura San Francesco, è stata recentemente ospite della trasmissione “Fattore Bergamo – La Salute” di Bergamo TV.

Nel corso dell’intervista, la Dottoressa Lucca ha offerto una panoramica completa sulla natura delle aritmie, sulla loro classificazione, su come si sviluppano e su come viene eseguito il loro trattamento a livello clinico.  Approfondiamo quindi i principali aspetti legati alla diagnosi e alla gestione di queste condizioni, riportando di seguito i temi al centro del suo intervento.

Che cosa sono le aritmie

L’aritmologia è la branca della cardiologia che studia le alterazioni del ritmo cardiaco.

Come spiega la dott.ssa Lucca, le aritmie possono essere legate a due principali condizioni: da un lato la presenza di malattie strutturali del cuore, dall’altro alterazioni del sistema elettrico cardiaco, il sistema che regola la frequenza e la coordinazione dei battiti.

Quando il sistema elettrico del cuore non funziona correttamente, il ritmo cardiaco può diventare:

  • troppo lento (bradicardia)
  • troppo veloce (tachicardia)
  • irregolare

In alcuni casi l’impulso elettrico non origina dal punto corretto del cuore, provocando alterazioni della contrazione cardiaca.

Riconoscere le aritmie: i sintomi principali 

I sintomi delle aritmie possono variare molto in base al tipo di alterazione del ritmo cardiaco.

Quando il cuore batte troppo lentamente, si possono manifestare:

  • stanchezza marcata
  • difficoltà a sostenere sforzi
  • affanno
  • episodi di svenimento

Quando invece il cuore batte troppo velocemente, i sintomi più comuni sono:

  • palpitazioni
  • sensazione di “cuore in gola”
  • affanno
  • ridotta tolleranza allo sforzo

Non sempre, però, le aritmie vengono percepite chiaramente: in alcuni casi, infatti, la frequenza cardiaca può risultare elevata senza che la persona avverta sintomi evidenti.

La fibrillazione atriale 

Tra le aritmie cardiache più diffuse vi è la fibrillazione atriale, caratterizzata da una contrazione irregolare degli atri, le camere superiori del cuore. Questa condizione non è necessariamente pericolosa per la frequenza cardiaca, ma può aumentare il rischio di ictus.

Quando gli atri non si contraggono in modo efficace, il sangue può ristagnare e favorire la formazione di coaguli.

Tra i fattori di rischio più importanti troviamo:

  • ipertensione
  • diabete
  • obesità
  • sedentarietà
  • fumo
  • cardiopatie

Come si diagnostica un’aritmia cardiaca? 

Il primo esame che si utilizza per individuare un’aritmia è l’elettrocardiogramma (ECG), che consente di registrare l’attività elettrica del cuore.

A questo esame viene spesso associato l’Holter cardiaco, un elettrocardiogramma registrato in modo continuo per 24 ore. Questo strumento permette di:

  • identificare aritmie non presenti durante la visita
  • valutare il comportamento della frequenza cardiaca nella giornata

Per capire se esistono malattie cardiache sottostanti possono essere richiesti altri esami, come:

  • ecocardiogramma
  • risonanza magnetica cardiaca nei casi più complessi.

Come si curano le aritmie cardiache

Il trattamento delle aritmie varia in base alla loro tipologia e alla causa del disturbo. Procediamo a esaminare i casi specifici.

Bradicardia

Quando il cuore batte troppo lentamente e non vi sono cause reversibili, può essere necessario l’impianto di un pacemaker, un dispositivo che mantiene il ritmo cardiaco adeguato.

La batteria del pacemaker dura mediamente 10–12 anni.

Tachicardia

Per le tachicardie si possono utilizzare:

  • farmaci antiaritmici
  • defibrillatori impiantabili nei casi più gravi.

Fibrillazione atriale

La terapia prevede due strategie principali:

  1. Ridurre il rischio di ictus, spesso con farmaci anticoagulanti.
  2. Controllare o eliminare l’aritmia, attraverso farmaci oppure con la ablazione transcatetere, una procedura che isola le zone del cuore da cui originano gli impulsi anomali.

L’importanza della prevenzione per la salute del cuore 

Secondo la cardiologa della Casa di Cura San Francesco, è importante iniziare a monitorare con regolarità la salute del proprio cuore intorno ai 40–50 anni, anche se spesso i primi controlli avvengono già prima, grazie ad esempio alla medicina sportiva.

Le principali regole di prevenzione rimangono fondamentali:

  • Praticare un’attività fisica regolare
  • Seguire un’alimentazione equilibrata
  • evitare il fumo
  • controllare pressione, diabete e peso corporeo

Anche un’attività moderata può essere sufficiente: 150 minuti di movimento a settimana, ad esempio cinque camminate di mezz’ora a passo sostenuto, rappresentano già un buon livello di attività per la salute cardiovascolare.

Quando prenotare una visita cardiologica 

Controllare periodicamente la salute del cuore è un gesto semplice ma fondamentale per la prevenzione. In presenza di sintomi come palpitazioni, affanno improvviso, episodi di svenimento o stanchezza anomala durante lo sforzo, è importante non sottovalutare questi segnali e richiedere prontamente una valutazione specialistica.

Presso la Casa di Cura San Francesco di Bergamo, è possibile effettuare visite cardiologiche e approfondimenti diagnostici per individuare e monitorare eventuali aritmie o altri disturbi del ritmo cardiaco. Prenotare una visita cardiologica permette di ricevere una valutazione completa e, se necessario, impostare tempestivamente il percorso di cura più adatto: un gesto di prevenzione per regalarsi un futuro più sicuro e sereno.