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Sanità, territorio e persona: la sfida del futuro parte dall’integrazione
(estratto dalla intervista : “I Venerdì dello Studio BNC”)
Il professor Antonello Zangrandi, Direttore Generale della Casa di Cura San Francesco, riflette sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale: universalità delle cure, presa in carico del paziente, assistenza territoriale e collaborazione tra pubblico e privato.
Il Servizio Sanitario Nazionale rappresenta una delle più importanti conquiste sociali del nostro Paese. Garantire a tutti i cittadini cure di qualità, indipendentemente dalle condizioni economiche o dal luogo di residenza, continua ad essere un valore imprescindibile. Tuttavia, l’evoluzione demografica, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche rendono necessario ripensare l’organizzazione della sanità.
È questo il messaggio emerso dall’intervista al professor Antonello Zangrandi, Direttore Generale della Casa di Cura San Francesco di Bergamo e professore ordinario di Economia delle Aziende Pubbliche presso l’Università di Parma, che ha affrontato i principali temi legati alla sostenibilità del sistema sanitario italiano.
Dall’ospedale alla presa in carico della persona
Secondo il professor Zangrandi, il cambiamento più importante riguarda il passaggio da un modello centrato sulla singola prestazione sanitaria ad uno orientato alla presa in carico globale della persona.
Non basta più curare una malattia: è necessario accompagnare il paziente lungo tutto il percorso assistenziale, integrando aspetti sanitari, sociali e assistenziali. Un approccio particolarmente importante per gli anziani, i pazienti cronici e le persone fragili, che spesso necessitano di interventi coordinati tra diversi professionisti e strutture.
Liste d’attesa e carenza di personale: le vere priorità
Tra le principali criticità della sanità italiana emergono le liste d’attesa e la crescente difficoltà nel reperire personale sanitario, in particolare infermieri.
Per affrontare questi problemi non è sufficiente aumentare le risorse economiche: è fondamentale anche migliorare l’appropriatezza delle prestazioni, evitando esami e visite non realmente necessari, e valorizzare le professioni sanitarie rendendole maggiormente attrattive sia dal punto di vista professionale che economico.
Una sanità sempre più vicina ai cittadini
La riforma dell’assistenza territoriale rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rispondere alle nuove esigenze della popolazione.
Case di Comunità, Centrali Operative Territoriali (COT), Ospedali di Comunità e assistenza domiciliare costituiscono una rete destinata a garantire continuità assistenziale, riducendo ricoveri impropri e migliorando la qualità di vita dei pazienti. L’obiettivo è costruire percorsi di cura che accompagnino il cittadino anche al di fuori dell’ospedale, favorendo una maggiore integrazione tra i diversi servizi.
La collaborazione tra pubblico e privato
Un altro tema centrale riguarda il rapporto tra sanità pubblica e strutture accreditate.
Secondo il professor Zangrandi, la collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore rappresenta una risorsa quando è inserita all’interno di una programmazione regionale chiara e rigorosa. L’obiettivo non deve essere la competizione, ma la costruzione di una rete capace di rispondere in modo più rapido ed efficace ai bisogni dei cittadini.
Tra gli esempi virtuosi viene citata la collaborazione sviluppata a Bergamo tra la Casa di Cura San Francesco e l’ASST Papa Giovanni XXIII nell’ambito dell’oncologia, dove protocolli condivisi e lavoro integrato hanno contribuito a migliorare i percorsi di cura e a ridurre i tempi di attesa per i pazienti.
La persona al centro
La parola chiave indicata dal professor Zangrandi è integrazione.
Integrazione tra ospedale e territorio, tra professionisti sanitari, tra servizi sociali e sanitari, tra istituzioni pubbliche, strutture accreditate, volontariato e famiglie. Solo attraverso una rete coordinata è possibile affrontare le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, dalla cronicità e dalla crescente domanda di assistenza.
Per la Casa di Cura San Francesco questo significa continuare a investire in modelli organizzativi capaci di mettere realmente la persona al centro del percorso di cura, garantendo qualità clinica, continuità assistenziale e collaborazione con tutti gli attori del sistema sanitario.