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COME LA TIROIDE VIENE SEMPRE PIÙ CONSIDERATA IN ITALIA E NELLA BERGAMASCA
Aumentano le diagnosi di tireopatia, ma crescono anche le possibilità e le innovazioni terapeutiche
In Italia circa 6 milioni di persone soffrono di patologie tiroidee, pari a circa il 10% della popolazione, con una prevalenza significativamente maggiore nel genere femminile — dalle 5 alle 8 volte più colpito — e un aumento dell’incidenza dopo i 60 anni.
Le patologie tiroidee comprendono condizioni molto diffuse come il gozzo o struma multinodulare, presente nel 9–10% della popolazione, e l’ipotiroidismo. Non a caso, la levotiroxina, ormone sostitutivo tiroideo, rappresenta oggi l’undicesimo farmaco più prescritto in Italia.
Si stima inoltre che circa il 10% della popolazione italiana soffra di una patologia tiroidea, spesso ancora sottodiagnosticata.
Accanto ai disturbi funzionali della ghiandola, è possibile trovarsi anche di fronte a tumori tiroidei. In Italia si registrano circa 12.200 nuovi casi ogni anno, con un aumento dell’incidenza legato soprattutto al miglioramento delle tecniche diagnostiche. L’incremento riguarda in particolare le giovani donne sotto i 40 anni.
Le patologie tiroidee rappresentano quindi un importante problema di salute pubblica, caratterizzato da una significativa componente di familiarità e dalla necessità di una diagnosi tempestiva.
Un percorso multidisciplinare dedicato
A fronte dell’aumento delle patologie tiroidee, la Casa di Cura San Francesco si è organizzata per offrire un percorso diagnostico e terapeutico completo e all’avanguardia.
Il riferimento è un team multidisciplinare, composto da endocrinologo, radiologo e chirurgo, che accoglie e gestisce ogni singolo caso con l’obiettivo di individuare il trattamento più appropriato e aggiornato.
Tra i punti distintivi della struttura rientrano i trattamenti tiroidei non invasivi, che permettono di trattare noduli benigni mediante tecnica percutanea con laser ecoguidato, e i trattamenti chirurgici mini-invasivi con monitoraggio nervoso, indicati nei tumori tiroidei e nel gozzo tiroideo.
Questi approcci consentono tempi di degenza ridotti, generalmente di uno o due giorni, e una rapida ripresa delle normali attività quotidiane.
Novità: il cosiddetto “Bonus Tiroide”
Le patologie tiroidee non rappresentano soltanto una sfida clinica, ma possono comportare anche un significativo impatto economico e lavorativo per chi ne soffre. Quando il disturbo diventa cronico o particolarmente grave, la capacità lavorativa e l’autonomia quotidiana possono risultare compromesse.
Il sistema di tutele comunemente definito “bonus tiroide”, confermato anche per il 2026, rientra nelle misure previste dallo Stato italiano attraverso il riconoscimento dell’invalidità civile e dei benefici collegati alla Legge 104. Non si tratta di un’erogazione automatica una tantum, ma di un percorso di sostegno legato all’accertamento di una reale limitazione funzionale.
Sostegno alle patologie tiroidee gravi: il quadro delle agevolazioni 2026
L’accesso alle misure di sostegno è legato al riconoscimento sanitario dello stato di invalidità e riguarda esclusivamente le forme più gravi, come:
- carcinoma tiroideo,
- gozzi ostruttivi,
- forme severe di ipertiroidismo o ipotiroidismo certificate ai sensi della Legge 104.
L’assegnazione dei benefici dipende da due elementi principali:
- la percentuale di invalidità accertata;
- la situazione reddituale del richiedente.
La soglia minima per accedere al sostegno economico è fissata al 74% di invalidità civile, fino al riconoscimento del 100% nei casi più gravi.
Per il 2026, i limiti reddituali previsti sono:
- massimo 19.772,5 euro per invalidità totale;
- 5.771,35 euro per l’indennità di accompagnamento nei soggetti non autosufficienti.
Benefici economici e tutele lavorative
Il sostegno economico, erogato dall’INPS per 13 mensilità, varia in base al grado di riduzione della capacità lavorativa:
- invalidità tra 74% e 99%: assegno mensile di 286,01 euro;
- invalidità del 100%: contributo fino a 550 euro;
- indennità di accompagnamento: 520,29 euro mensili per chi necessita di assistenza continua.
Il riconoscimento della Legge 104 consente inoltre diritti specifici in ambito lavorativo, tra cui:
- orari flessibili,
- permessi retribuiti,
- congedo straordinario fino a due anni.
Sono inoltre previste:
- esenzione dal ticket per esami e controlli legati alla patologia (come TSH ed ecografia tiroidea);
- detrazioni fiscali per i farmaci specifici.
L’iter per l’accesso ai benefici
La procedura inizia con il certificato telematico introduttivo redatto dal medico di base, valido 90 giorni, entro i quali deve essere presentata la domanda tramite il portale INPS o con il supporto di Patronato o CAF.
Segue la valutazione presso la Commissione Medica, durante la quale è necessario presentare documentazione clinica aggiornata, inclusi esami ematici e referti ecografici.
Al termine della valutazione, l’INPS invia il verbale definitivo — tramite posta o PEC — con l’indicazione della percentuale di invalidità riconosciuta e l’eventuale accesso ai benefici previsti.