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Come proteggere la pelle ogni giorno: i consigli del Dott. Luigi Naldi nella Giornata Mondiale della Salute della Pelle

7 Luglio, 2026

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo e rappresenta la prima barriera di difesa che abbiamo nei confronti dell’ambiente esterno. Oltre a svolgere questa preziosa funzione, la pelle contribuisce alla regolazione della temperatura corporea, al mantenimento dell’idratazione e alla produzione della vitamina D. Eppure, spesso tendiamo a prendercene cura solo quando compare un disturbo visibile, trascurando l’importanza della prevenzione e dei comportamenti quotidiani che aiutano a mantenerla in salute.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute della Pelle, abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Luigi Naldi, Dermatologo della Casa di Cura San Francesco, per capire come possiamo prenderci cura della nostra pelle in modo corretto, per sfatare alcuni falsi miti sulla prevenzione dermatologica e per scoprire nel dettaglio quali comportamenti dovremmo adottare nel quotidiano, soprattutto durante il periodo estivo, quando la pelle è maggiormente esposta ai raggi UV.

Di seguito l’intervista completa.

Dottore, parliamo spesso di benessere fisico, ma la pelle – l’organo più esteso del corpo – viene di frequente trascurata. Da dove parte una vera cultura della prevenzione dermatologica?

In effetti, la pelle è l’organo più visibile ed esposto del corpo. È fonte di attenzione e cura per gli aspetti estetici e oggetto di interventi anche invasivi come i tatuaggi o i piercing. Tuttavia, la pelle passa quasi inosservata quando si parla di salute in generale. Eppure, la pelle gioca un ruolo fondamentale come organo barriera rispetto al mondo esterno, è impegnata in prima linea nel controllare la temperatura corporea e l’idratazione, aiuta a produrre elementi essenziali come la vitamina D.

Quali sono i falsi miti o gli errori sulla cura della pelle che vede più spesso sfatare nel suo studio?

Direi che vi sono due principali travisamenti relativi alla cura della pelle. Il primo riguarda l’idea che la protezione solare, per evitare soprattutto l’invecchiamento precoce dell’organo, sia da affidare alle creme solari, dimenticando che la protezione è un atteggiamento complessivo come la ricerca dell’ombra quando possibile, la protezione con indumenti adeguati (incluso cappellino e occhiali da sole), la tempistica dell’esposizione evitando le ore centrali della giornata. La ricerca dell’abbronzatura è in conflitto, ahimè, con le buone norme di esposizione solare.

Il secondo travisamento, di cui in buona parte sono responsabili i dermatologi stessi, è l’idea che esistano nevi a rischio. I nevi melanocitici, come da definizione del vocabolario, sono lesioni benigne e rimangono tali. Il melanoma che ci interessa distinguere dai nevi, origina in gran parte come tale su cute normale e solo in piccola quota a partire da un nevo, non come trasformazione del nevo, ma come una lesione che cresce e si estende oltre il nevo partendo dai melanociti che compongono il nevo stesso. Siccome, salvo rarissime eccezioni, la comparsa del melanoma avviene in età adulta, non ha molto senso controllare le lesioni pigmentarie, i nevi, nei bambini…

Sole e prevenzione: l’estate è il periodo in cui la pelle è maggiormente esposta al sole. Quali sono le regole fondamentali per proteggersi correttamente dai raggi UV?

Ripeterei quanto indicato più sopra riguardo ai falsi miti. Il problema dell’esposizione solare e dei danni conseguenti nasce a metà del secolo scorso, con un cambiamento nei canoni estetici che hanno privilegiato la pelle abbronzata come segno di bellezza e salute. Prima di allora, erano i lavoratori all’aria aperta, ad avere una cute scura e il canone di bellezza privilegiava la cute candida e non abbronzata. Con il cambiamento di abitudini si è assistito a un incremento dei problemi connessi all’eccessiva esposizione della pelle ai raggi ultravioletti contenuti nella luce solare: invecchiamento precoce con comparsa di rughe, pigmentazioni persistenti anti-estetiche (le lentiggini solari) e soprattutto tumori cutanei come il carcinoma squamocellulare, il basalioma e il temibile melanoma. È importante considerare che buona parte dei danni derivano da una eccessiva esposizione in età infantile. I bambini vanno protetti adeguatamente dal sole. Non basta affatto il solo impiego della crema solare. Si tratta, come ho già detto, di un cambiamento di abitudini complessive che privilegino l’ombra e la protezione con indumenti adeguati.

I segnali da non ignorare. Ci sono particolari cambiamenti della pelle o dei nei che dovrebbero spingerci a richiedere una visita dermatologica?

Un certo grado di attenzione a quanto compare sulla pelle è importante specie per anticipare la diagnosi di lesioni potenzialmente tumorali. L’auto-valutazione è il primo passo di una buona prevenzione. Come ho già detto, i nevi sono lesioni benigne e rimangono tali. Sono le nuove lesioni pigmentarie piane, di colore nero o nero-bluastro che appaiono differenti rispetto ai nevi pre-esistenti, il segno del cosiddetto “brutto anatroccolo”, o che possono, in alcuni casi, sovrapporsi a un nevo ed estendersi oltre i suoi confini, che dovrebbero accendere una lampadina, e ancora lesioni anche non colorate che crescono progressivamente raggiungendo un diametro di 3-4 mm. Infine, sempre per parlare di lesioni neoformate, sono i noduli, lesioni rilevate rispetto al piano cutaneo, a rapida crescita, che debbono destare attenzione.

Cura della pelle e prevenzione. Negli ultimi anni ha notato una maggiore attenzione verso la prevenzione dermatologica oppure c’è ancora poca consapevolezza sull’importanza dei controlli della pelle?

Direi che c’è una consapevolezza riguardo alla prevenzione e alla diagnosi precoce specie del melanoma forse mal indirizzata. Si crede che la protezione dagli effetti negativi dell’ultravioletto sia da affidare unicamente alle creme solari quando, in realtà, come ho già detto, sono le abitudini complessive di esposizione e la ricerca dell’abbronzatura a tutti i costi a richiedere una modifica profonda. Ancora, la protezione deve avvenire fin dalla giovane età. 

Per quanto riguarda la diagnosi precoce, ci si focalizza molto sui nevi e sul loro controllo periodico da parte del medico, dimenticando che è l’auto-valutazione come indicato più sopra, a giocare un ruolo decisivo. Alcuni individui sono a maggior rischio e dovrebbero prestare maggiore attenzione: soggetti con cute chiara che non si abbronza facilmente, soggetti con occhi azzurri o verdi, capelli biondi o rossi, soggetti con molti nevi (i nevi non sono pericolosi di per sé ma il loro numero è, come si dice, un “indicatore” di rischio), soggetti con terapie immunosoppressive come i trapiantati d’organo, soggetti con storia di esposizione solare intensa specie in età infantile.

Controlli dermatologici: con quale frequenza è consigliabile sottoporsi a un controllo dermatologico, anche in assenza di sintomi particolari?

Non ritengo si possano dare ricette valide per tutti relative alla tempistica di controlli periodici. In realtà, in assenza di sintomi particolari, se si esegue una periodica auto-valutazione, non c’è motivo di richiedere una valutazione medica. È opportuno che si controllino persone con molte lesioni pigmentarie che possono avere difficoltà a individuare nuove lesioni e soggetti con lunga storia di esposizioni solari o di terapie immunosoppressive. Un controllo annuale può essere raccomandato in questi casi.

Un consiglio per tutti: se dovesse lasciare ai lettori un solo consiglio per mantenere la pelle in salute nel tempo, quale sarebbe?

Direi: trattate la pelle come trattereste un indumento cui tenete particolarmente. Non c’è un’etichetta sulla pelle, analoga a quella che trovate sui tessuti, ma usate detergenti adeguati, idratatela, proteggetela dal sole, non strapazzatela ma indossatela con orgoglio (è la vostra pelle) e attenzione.